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Tips & Tricks to turn into a Music Pro

SUONARE IN TRIO

Difficoltà e (grandi) soddisfazioni nelle perfotmance basso, chitarra e batteria.
di Federico Berichelli e Egidio Marchitelli

Il tipo di formazione in cui suoniamo inevitabilmente cambia il nostro modo di suonare.
Può sembrare una considerazione scontata ma spesso si trascurano le tante implicazioni che possono esserci nel suonare lo stesso strumento e anche lo stesso genere ma in organici diversi.

Il nostro ruolo come musicisti cambia infatti in relazione agli altri strumentisti con cui stiamo condividendo il palco.

Organici più grandi tendono inevitabilmente a ridurre l’autonomia creativa di ogni musicista prevedendo arrangiamenti più complessi su cui difficilmente si possono apportare variazioni e per tanto il singolo musicista deve attenersi all’esecuzione di parti scritte o comunque prestabilite se non a dover anche seguire un direttore, come deve accade negli organici orchestrali.

Organici più piccoli possono invece offrire grandissime possibilità espressive ma di contro implicano un grande responsabilità visto che si trova a dover coprire da solo, o quasi, un intero settore ritmico o armonico.

Il trio basso, chitarra e batteria rientra in questa tipologia ed è un organico che ben si presta a performance libere in cui l’interplay tra i tre musicisti può dare luogo a delle evoluzioni musicali assolutamente estemporanee, come ci racconta Egidio Marchitelli nel video in fondo a questo articolo.

Naturalmente maggiore libertà non vuol dire assenza di regole, non sempre almeno.

Quando a suonare si è solo in tre – oppure ci sono solo tre musicisti che accompagnano una cantante – il ruolo di ognuno di loro diventa assolutamente importante e richiede un ottimo lavoro di preparazione a monte e capacità di esecuzione non indifferenti.



Quali sono le difficoltà di suonare in Trio?

Suonare in trio richiede normalmente che ognuno dei musicisti faccia un lavoro considerevole di arrangiamento delle proprie parti al fine di poter offrire con tre soli strumenti una performance musicale che non sembri eccessivamente vuota o nella quale non si presentino saltuari “buchi” armonici o ritmici

Ovviamente ogni musicista deve aver cura di cose leggermente diverse.

Il chitarrista si troverà a dover gestire con grande attenzione ogni accompagnamento, sarà lui a sostenere il grosso dell’armonia del brano prestando dunque particolare attenzione ai voicing che utilizzerà. Naturalmente nella maggior parte dei casi avrà anche “l’incombenza” di dover eseguire i temi.

Il bassista dovrà costruire linee complesse possibilmente ricche per dare un supporto armonico al chitarrista ma dovrà stare attento a non risultare stucchevole con un’esecuzione priva di pause e di relax e a non scontrarsi armonicamente con il chitarrista.

Al batterista di un trio tenere il tempo non basterà, in mancanza di percussionisti o di altri strumenti che possano supportare la parte ritmica sentirà probabilmente l’esigenza di arricchire la performance con “colori” di vario tipo avendo del resto più possibilità di sbizzarrirsi in quanto il tappeto sonoro difficilmente risulterà già troppo pieno.

E i suoni?

I suoni diventano un elemento davvero importantissimo, per tutti e tre!




La performance in trio, soprattutto in ambito rock o fusion, lascia molto spazio ai musicisti sul versante delle sonorità che grazie all’ausilio dell’elettronica possono andare davvero ben oltre a quelli che sono i suoni “tradizionali” del loro strumento. Non c’è da stupirsi quindi se troveremo bassisti armeggiare con pedal boards da fare invidia ai più tecnologici chitarristi oppure batteristi armati di pad elettronici, trigger ecc.

Ma perché suonare in trio può essere bellissimo?

Tutto quello abbiamo appena indicato come delle difficoltà se gestito con diligenza si può tramutare in fantastiche soddisfazioni. Studiare i suoni e gli arrangiamenti del proprio strumento per bene vi permetterà poi di realizzare con tre soli membri una performance che davvero non avrà nulla da invidiare a quella di una grande band lasciandovi inoltre più spazio per improvvisazioni fill ecc. che, lo sappiamo, non vi stancano mai!

Ma soprattutto la performance in trio può darvi la possibilità di creare qualcosa di nuovo in tempo reale. Tre soli musicisti possono interagire al punto tale da stravolgere interamente “il copione” dando vita in ogni concerto a una performance radicalmente diversa, a patto, come ci dice Egidio, di essere un trio davvero affiatato!

Vi lasciamo allora alle parole e alla musica di Egidio Marchitelli che in ambito di trio ha davvero un’esperienza collaudata!




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