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Le variabili meccaniche nel suono della chitarra elettrica
di Stefano Micarelli

plettro ritorno al futuro

La chitarra elettrica è uno strumento semplice e complesso al tempo stesso. Se è vero che il meccanismo della corda pizzicata è intuitivo da cogliere è vero anche che nei dettagli del suono che viene prodotto intervengono una miriade di variabili che hanno un effetto più o meno rilevante sul suono finale. Un chitarrista  deve tener presente tutti questi elementi perché essi concorrono tutti insieme nello scolpire una buona sonorità e la scelta delle variabili insieme all’intenzione musicale delinea l’identità di una voce strumentale.

Quello che segue è quindi un elenco di queste variabili, forse neanche completo al cento per cento, seguendo il percorso del suono dalla sua generazione alla sua diffusione.

Il plettro: materiale, spessore.

Le corde: materiale, diametro, diapason, accordatura, rivestimento.

Il ponte: tipologia, sellette, materiale, sospeso vs fluttuante, blocco tremolo, ancoraggio al corpo.

Capotasto: materiale.

Tasti: formato da Vintage a Jumbo, materiale nickel – acciaio.

Tastiera: tipo di legno, trattamento, spessore.

Manico: tipo di legno (o materiali alternativi), spessore, ancoraggio al corpo, dimensioni paletta, finitura.

Corpo: tipo di legno (o materiali alternativi), massa, blocco unico vs collage, finitura.

Pickup: single coil vs humbucker vs P90, ecc., posizione, altezza dei poli rispetto alla corda, tipo magnete, baseplate, configurazione.

Elettronica: qualità filo, pot logaritmici vs lineari, impedenza, potenziometro no load, treble-bleed, valore condensatore tono, tipologia, volts, wiring.

Cavo: spessore, core e calza, qualità, lunghezza, capacitanza, qualità e materiale dei connettori jack, rivestimento, trasmettitore wireless.

Effettistica: buffer o true bypass, serie, parallelo. Pedali o multi-effetto o simulazioni o profilazione.

Amplificatore: transistor o valvole, tipologia transistor, tipologia valvole finali el84, 6l6, el34, cono ceramico vs alnico vs neodimio, quantità di coni es. 1×12, 2×10, 2×12, 4×10, 4×12, cassa chiusa o aperta, bass reflex, isobox, Combo, testata e cassa, preamplificatore-finale-cassa, mono o stereo.

Microfono: diretto vs DI vs preamplificatore (valvole o transistor), dinamico, nastro, condensatore, speaker emulator, distanza dal cono, in-asse, fuori-asse, ambiente,con più microfoni: in fase – fuori fase.

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