I Cromatismi di Pat Metheny

quando le note “stonate” diventano il vostro marchio distintivo
di Stefano Micarelli

Nell’improvvisazione jazzistica l’uso monolitico delle scale o e degli arpeggi può avere un suono un po’ scontato e troppo “pulito”.
Per aggiungere dei colori più tensivi e fluidità spesso si aggiungono delle note fuori scala che fungono da raccordo tra due suoni della scala oppure si può approcciare per semitono alle note degli accordi/arpeggi.

Queste note dissonanti, se suoniamo ad ottavi, vengono posizionate principalmente sul levare in modo che le note della scala o accordo siano coerenti con l’armonia sottostante. I cromatismi soprattutto dal periodo del bebop in poi costituiscono una parte davvero importante del vocabolario jazzistico.

Partendo da queste regole generali i musicisti di jazz trovano modi e schemi talvolta personali per usare i cromatismi nel fraseggio, sia per rimanere nell’ambito della tonalità, sia per arrivare a scivolare nel suonare fuori (dalla tonalità n.d.r.) con una certa fluidità.

Lo stile di Pat Metheny è particolarmente ricco di questi spunti, questo grande musicista ed improvvisatore ne ha fatto un proprio marchio di fabbrica ed è particolarmente interessante analizzare ed elaborare i suoi esempi per approfondire l’uso dei cromatismi.

Metheny utilizza i cromatismi in modo molto particolare,, sia per approcciare alle note dell’accordo sia per scivolare fuori della tonalità ottenendo effetti tensivi di rilievo. Tutto questo si unisce ad una notevole fluidità esecutiva, dovuta soprattutto all’utilizzo magistrale della tecnica del legato, frutto della ricerca di un suono fiatistico come da lui stesso dichiarato in più interviste.

Nel video che segue vi riassumo alcune modalità adottate da Metheny nell’uso dei cromatismi in 5 fraseggi “tipo” estrapolati dalle sue improvvisazioni più riuscite.

1. “American Garage” 2:07 Pat Metheny Group, American Garage 1979 Su un pedale di Re (con uno sfondo di Re misolidio), Pat usa gli intervalli di terza spostati cromaticamente per suonare fuori tonalità e sfuggire alla staticità armonica. Il legato ascendente e discendente viene utilizzato vantaggiosamente per limitare l’uso della pennata permettendo velocità di esecuzione.

2. “Yolanda, You Learn” 3:52 Pat Metheny Group, First Circle 1984 Quì ci sono sia note cromatiche tra due gradi della scala (mis. 1, 2, 4) che un approccio cromatico diatonico alla nota Re facente parte dell’accordo di Sol7sus4.

PARTECIPA ALLA LEZIONE CONCERTO SU PAT METHENY

3. “Nothing Personal” 2:07 Michael Brecker, Michael Brecker 1987 Questa frase parte con un’enclosure verso la sesta di Dom7 (La). Dopo un raccordo cromatico tra due note del modo dorico discendente (Lab tra La e Sol) si collega (mis.2, 3) ad un segmento ricorrente nei suoi soli (presente per es. su quello di “Third Wind””) che ha una giustificazione geometrica, suonando con il legato a distanza di tre tasti su 2a, 3a e 4a corda produce questa successione di intervalli: 2a min., 3a min., 2a magg., 3a min.. Stesso segmento troviamo a misura 5, un semitono sotto. Da notare oltre ai vari passaggi cromatici come l’accordo di Solm7 viene anticipato da una linea scalare in Lab (mis.3). Dopo tutta questa curva melodica outside la frase risolve in modo consonante sulla fondamentale di Mib7.

4. “Midnight Voyage” 4:13 Michael Brecker Tales from the Hudson 1996 Interessante a misura 2 come dopo i passaggi cromatici discendenti ci sia il repentino ascendere dell’intervallo di quarta. Sempre nella stessa battuta invece ad una linea ascendente (da Mib) si contrappone il cromatismo discendente (Fa, Mi, Mib). Il fraseggio si conclude con dei salti di terza minore sull’arpeggio diminuito di Lab suggerendo il suono di Sol7b9.

5. “Another Life” 4:18 Pat Metheny Group, Speaking of Now 2002 L’inizio molto “fuori” è dovuto all’anticipazione della sonorità alterata usata sull’accordo di Mib7, dominante che risolve in minore, dove il modo misolidio b9 b13 viene “ibridato” dall’uso della nona aumentata (Fa#) per giunta utilizzata in battere.

PDF: https://bit.ly/2DdRuaN

http://www.stefanomicarelli.it/

In copertina Pat Metheny visto da Marcello Migliosi





Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo sui social network e iscriviti alla nostra newsletter per ricevere periodicamente contenuti come questo!


Scrivi un commento