Non cosa studiare ma come farlo

Le informazioni non vanno subite (memorizzate ) senza capirne il meccanismo ma analizzate ed in seguito usate come palestra per la nostra creatività.
di Massimo Moriconi

Il problema che hanno tutti i ragazzi che studiano il basso (ma penso che valga anche per gli altri strumenti ) è questo: ” dopo 3 o 4 minuti che suono un pezzo non so più come variare i miei riff o i miei soli…” questo succede perché si tende sempre ad usare le solite geometrie che si conoscono a memoria ed a suonare nelle parti della tastiera che già si conoscono senza cercare di esplorarne delle altre!

In molti anni di insegnamento mi sono posto sempre questo scopo: cercare di dare sempre la possibilità di potersi esprimere a modo proprio, tirando fuori quello che potenzialmente tutti abbiamo dentro, chi più chi meno. Per fare tutto ciò è necessario ricominciare a ristudiare gli elementi più semplici (come fanno tutti i grandi musicisti che ho incontrato…), per capire a fondo il meccanismo e sopratutto le potenzialità di combinazioni e soluzioni ritmico armoniche. La triade è l’accordo nella sua forma più essenziale: una tonica (I° grado della scala) che da il nome all’accordo, una terza (III° grado) che da la natura maggiore o minore, una quinta che può essere abbassata di un semitono (diminuita) o alzata di un semitono (quinta aumentata). Con queste 4 triadi Maggiori, Minori, Aumentate e Diminuite si possono costruire tantissime linee di accompagnamento, riff e soli. Il problema è quello di cominciare a vederle sotto un aspetto diverso dal solito, senza cioè pensare all’accordo cristallizzato in una sola posizione ma “sparando” le tre note della triade sulla tastiera del basso in tutti i rivolti possibili immaginabili e su gruppi di corde differenti. Mi spiego meglio con un disegno della tastiera:

triadi moriconi

Ho disegnato nella tastiera n°1 le posizioni che si usano generalmente per suonare una triade di C maggiore: ho colorato le tre posizioni in maniera differente tra loro, questo per evidenziare cosa accade quando si pensa l’ accordo cristallizzato nella sua geometria (la diteggiatura della mano destra è sempre la stessa: 2 – 1 – 4); suonare solo in questa maniera porta a non pensare quello che si sta suonando ed è un po’ come parlare con una persona ripetendo sempre le stesse frasi! Nella tastiera n°2 ho disegnato le note in maniera identica tra loro, aggiungendo tutte le altre note della triade che è possibile suonare sullo strumento: i collegamenti diventano infiniti, specialmente se si considera il fattore di poter suonare la triade su 1 corda, su 2 corde, su 3 corde o su 4 (vedi “Esempio triade su diversi fasci di corde”). Come potete notare visivamente i collegamenti diventano infiniti: è necessario perciò dedicare un periodo di studio al come applicare sulla tastiera del basso – o anche della chitarra –  questo “vedere le triadi in più combinazioni possibili”.

Un ultimo pensiero… i primi anni che ho iniziato a fare il turnista x orchestre, cantanti, jazzisti, pubblicità, colonne sonore….i problemi numero uno e due sono stati l’ intonazione, il suono il tempo… cose che pensavo di aver studiato e assimilato a sufficienza… è tutta la vita che studio il suono, l’ intonazione e le triadi!

Le cose usate da tutti i musicisti del mondo sono le stesse a prescindere dal livello: è il COME oltre al COSA che fa la differenza. Buon divertimento!

Articolo di Massimo Moriconi

In foto Massimo Moriconi visto da Emanuele Vergari

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