Leggete, non solo le note

Ramanzina ai musicisti distratti, ovvero (quasi) tutti…

Che alcune categorie di musicisti non sappiano leggere bene le partiture è cosa nota, al punto che girano anche le barzellette al riguardo (non specifichiamo di quale strumento parliamo altrimenti i chitarristi si offendono) è altrettanto vero che altre categorie di musicisti, come i fiati, sembrano invece avere un talento naturale in merito (e anche a questo proposito qualche barzelletta gira), una cosa però sembra accomunare la stragrande maggioranza dei musicisti al di là di sesso, razza, eta, acconciatura e strumento suonato ed è un’atavica distrazione verso tutto ciò che li circonda se in forma scritta.

Pare infatti che il 90% dei musicisti soffra di una sorta di deficit di attenzione che li porta a non leggere qualsiasi comunicazione loro indirizzata…

In anni di lavoro come responsabile comunicazione ho visto cose e sentito risposte che voi umani…

ve ne cito giusto qualcuna per farvi capire di cosa stiamo parlando.

Vi giuro che anche l’ultima è vera…

Ora tutto questo nell’ambito di una scuola può farvi sorridere (e generare frustrazione in chi si occupa di comunicazione…), ma cosa succederà quando inizierete ad essere professionisti davvero?

Come pensate che troverete le prime possibilità di lavoro? Davvero pensate che la mail sia uno strumento opzionale per un musicista nel 2017? Sperate che qualcuno che voglia offrirvi un lavoro si metterà ad inseguirvi se non vedete i suoi messaggi? Davvero pensate che leggere ciò che accade intorno a voi sia poco importante?

Voglio raccontarvi una cosa, una volta ero così frustrato dal fatto che i ragazzi non leggessero i cartelli che appendevamo nelle aule (i social network erano ancora agli albori) che decisi di fare uno scherzo – o meglio un esperimento – e misi in giro cartelli con scritto:

“stiamo selezionando musicisti di supporto per le date italiane del tour di Sting, se interessati mandare e-mail a…”

Un cartello del genere può far sorridere ma in una scuola come la nostra non c’è da dare per scontato che si tratti di uno scherzo. Ebbene con tutti gli aspiranti professionisti che girano qui volete sapere in quanti mi hanno contattato?

Uno solo, Mario Guarini. Mario all’epoca non era studente da un pezzo ed era già docente.

Con Mario ci siamo fatti una risata e non molto tempo dopo lui è stato selezionato come bassista nei tour e produzioni discografiche di Claudio Baglioni. Una coincidenza?

Se nella vita volete pagare le bollette con la musica non tenete gli occhi incollati solo al vostro strumento o allo spartito. Guardatevi intorno, leggete ciò che succede intorno a voi, guardate come si muovono gli altri sui social network, osservate quali possibilità si prospettano in giro, navigate in internet ma in modo attivo senza lasciarvi soltanto trasportare dai flussi di notizie, fidelizzatevi a portali dove potete trovare news utili per il vostro lavoro, apritevi un account email (uno non cinquantacinque) e controllatelo più volte al giorno.

Se leggete qualcosa che può interessarvi approfondite la questione e non datevi risposte da soli. Se qualcuno vi ha cercato richiamatelo, il lavoro non busserà alla vostra porta due volte.

Se avete visto questo post e lo avete letto fino in fondo è evidente che rientrate nel 10% dei musicisti attenti e per tanto vi invitiamo a non tenere in considerazione la presente comunicazione!

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