Auto ascolto senza se e senza ma

La musica la si impara anche ascoltando i musicisti, tutti quanti, inclusi voi stessi.

di Stefano Micarelli

L’autoascolto è fondamentale per costruire, improvvisando, un discorso musicale organico.

Può perfino apparire un fatto ovvio e scontato, ma nella pratica molti aspiranti musicisti e in particolare i chitarristi, presi dall’aspetto tecnico/geometrico del proprio strumento finiscono per avere la memoria corta sui suoni da loro stessi appena prodotti e quindi si assiste ad un girovagare tra le note senza che l’orecchio dell’ascoltatore possa cogliere un senso compiuto in quella produzione musicale.
E’ importante quindi prendere l’abitudine di attenzionare da un punto di vista della resa sonora quello che si suona, un requisito neccessario per sviluppare musicalmente un “motivo” di partenza. La ripetizione è il primo sintomo che si è ascoltato correttamente quello che si è appena suonato.
Un terreno fertile su cui fare pratica è costituito dal blues. La sua struttura schematica di 12 misure suddivise in tre blocchi si presta ottimamente per sviluppare questo esercizio:

Improvvisare una frase/linea melodica sulle prime quattro misure del blues, attenzione a percepire perfettamente quello che si suona.

Ripetere esattamente la stessa frase sul secondo blocco di 4 misure avendo la sola accortezza di modificare eventualmente quelle note non compatibili con la diversa armonia.

Suonare una frase di contrasto, anche molto diversa dalla precedente, che funzioni da conclusione.

Per adottare lo stesso esercizio su uno standard dai changes più complessi si possono scegliere motivi dalla lunghezza crescente, ad es. una battuta, 2 battute, 3 e 4; le variazioni melodiche in relazione all’armonia quì saranno necessariamente più sensibili, ma bisogna sforzarsi comunque di portare avanti la stessa idea di partenza e conservare la stessa identica figurazione ritmica e l’andamento della “curva” melodica.

Buon autoascolto!

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